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La lunga storia delle Punte Alberete Pag. 1 di 5Punte Alberete: la genesiLa splendida foresta allagata delle Punte Alberete si estende su una superficie di poco meno di 200 ettari, posta meno di 10 chilometri a nord di Ravenna; essa è delimitata a settentrione dal corso del Fiume Lamone, ad oriente dalla strada statale SS 309 “Romea” - che a sua volta fiancheggia la storica Pineta di San Vitale -, a meridione dal corso dello Scolo Fossatone ed a ponente da terreni agricoli di recente bonifica, la Cassa di colmata del Fiume Lamone.L'elevato valore paesaggistico e naturalistico del sito ne hanno prodotto negli ultimi trent'anni un crescente livello di tutela ambientale che, implementandone con una rigorosa protezione le peculiarità intrinseche, lo ha reso uno degli ambienti più ricchi di biodiversità del territorio padano e non solo. Questa gemma naturalistica del patrimonio locale e nazionale ospita infatti presenze floristiche e faunistiche rilevanti a livello europeo ed il recente riconoscimento come ZPS - zona di protezione speciale - nonché l’inclusione nell’elenco dei SIC (siti di interesse comunitario) confermano ormai la sua indiscutibile ed indiscussa eccellenza ambientale.Al visitatore, affascinato dalla sorprendente mutevolezza degli scorci paesistici, dall'inusuale alternanza di praterie allagate, fitti fragmiteti e cariceti, dalle boscaglie arbustive a salicone e dalle macchie di grandi alberi emergenti dalle cupe acque palustri, viene spontanea una domanda:ma quando sono nate le Punte Alberete?E' una domanda intrigante, ma alla quale possiamo rispondere con sufficiente precisione se riusciamo a comprendere i lineamenti fisici del suolo, ad interpretarne le singolari peculiarità del territorio.Ci aiuta infatti la lettura dell’assetto geomorfologico dell’area, integrato dalla conoscenza dell'evoluzione storica della linea di costa del litorale romagnolo.Geomorfologia da un lato, archeologia e storia dall'altro.Nella morfologia delle Punte Alberete sono ancora facilmente riconoscibili "staggi" e "basse", cioè le testimonianze di antichi cordoni dunosi emersi (staggi) e delle relative depressioni interdunali, più o meno allagate (basse), tipici elementi strutturali della genesi marina dei territori costieri padani.Questa alternanza di formazioni sub-parallele alla linea di costa è tuttora riconoscibile sul terreno, seppure a volta mascherata dai successivi rimaneggiamenti, naturali o antropici: divagazioni di meandri, rotte fluviali, alluvionamenti naturali, canalizzazioni e rettifiche di corpi idrici e svariati interventi di bonifica, dall'età romana fino alla metà del secolo scorso. Una alternanza di strutture che risulta ancora più evidente mediante l'osservazione aerea e soprattutto dalla fotografia e dalla cartografia a piccola scala, che ne consente una visione sintetica ma precisa e dettagliata.Dunque le Punte Alberete - come Afrodite - sono nate dal mare, ma non abbiamo ancora risposto alla domanda iniziale.Una volta stabilito che la formazione delle Punte rappresenta un momento storico dell'avanzamento della linea di costa del nostro territorio, testimonianze storiche e ritrovamenti archeologici consentono di “datare” con una sufficiente precisione quel determinato momento storico.Lo strumento in grado di sintetizzare le conoscenze necessarie è la cartografia geomorfologica, che riporta gli elementi strutturali (cordoni dunosi, corsi d'acqua, lagune ecc.) passati e recenti, con le relative datazioni, ove possibile, o perlomeno una loro stima attendibile, per quelli meno riconoscibili.

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