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Monitoraggio ambientale

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Gestione delle ZONE UMIDE: alcuni dati dei monitoraggi in corso da decenniLa gestione delle zone umide - paludi come Punte Alberete, stagni come Valle Mandriole, prati allagati come la Bassa del Bardello - è fondamentalmente basata sulla regolazione del livello dell’acqua, e quindi sulla conoscenza e sul controllo del bilancio idrologico.Come in ogni bilancio di materia bisogna conoscere ciò che entra e ciò che esce dal sistema, nel nostro caso l’acqua: in un sistema naturale entra l’acqua delle piogge ed esce quella di evapotraspirazione, ma in un sistema orientato alla conservazione vanno considerate anche quella di carico intenzionale da corsi esterni e quella di scarico intenzionale, necessarie per regolare il deficit ed il surplus idrico rispetto ai livelli ritenuti ottimali per consentire e mantenere il massimo di biodiversità ambientale e specifica.Il monitoraggio continuo di queste quantità è alla base della gestione e nei grafici che presentiamo di seguito sono sintetizzati gli andamenti dei principali flussi di materia e di energia (come la radiazione solare, correlata all’evapotraspirazione) che riguardano i tre biotopi in oggetto, ottenuti dal monitoraggio ambientale curato dai volontari de L’Arca da alcuni decenni.1) Precipitazioni meteoriche (piogge)L’andamento delle piogge nell’area ravennate è raffigurato, per un lunghissimo intervallo che va dagli anni 1938 al 2010, in all.1.1: a prima vista è un continuo alternarsi di valori (espressi in mm per anno) apparentemente poco significativo e senza alcuna tendenza evolutiva particolare. Ma se per motivi di attendibilità statistica raggruppiamo in un unico valore medio quello di un lungo periodo - circa 24 anni -, otteniamo il grafico di all.1.2 in cui i tre periodi mostrano una tendenza più identificabile:un leggero aumento tra il primo ed il secondo (da 696 a 737 mm/anno, circa + 6%) ed un calo dal secondo al terzo (da 737 a 670 mm/anno, circa - 9%).Queste differenze, pur confermando un calo di piovosità fra il secondo ed il terzo periodo, non sembrano indicare alcuna significativa tendenza nell’andamento delle piogge: ma andando ad esaminare le piogge cadute in estate, quando i livelli sono bassi per diversi motivi e possono produrre effetti significativi sull’ambiente, troviamo nell’ultimo periodo una evidente tendenza alla minor piovosità nei tre mesi di giugno, luglio, agosto (all. 1.3) ed ad una maggiore maggiore piovosità nei mesi invernali (all. 1.4), per cui con medie apparentemente simili si hanno comportamenti molto diversi in estate.

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