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Monitoraggio 7

MONITORAGGIO AMBIENTALE

BIBLIOGRAFIA TECNICA

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Le aree a barre verticali rappresentano i periodi piovosi, dove si registra un apporto idrico positivo, le zone puntinate, al contrario, rappresentano i periodi di aridità. L’ampiezza delle aree permette di percepire in pochi istanti l’andamento e l’intensità dei bilanci idrici di una località.Si tratta di un metodo molto empirico poiché si confrontano parametri dimensionalmente incongruenti: gradi di temperatura verso mm di pioggia, ma correlando due quantità fisiche che regolano l’evapotraspirazione reale, è in grado di rappresentare il quadro della condizione idroclimatica di un luogo. Di conseguenza il diagramma ombrotermico può fornire una stima accettabile del bilancio idrologico tra la quantità di acqua entrata nel sistema ambiente (assunta uguale a P) e quella uscita dal sistema (assunta uguale a 2T). Come detto sopra, in questo bilancio idrologico l’aridità viene espressa come l’area in cui P risulta inferiore di 2T. Il grande vantaggio di questa rappresentazione è che il confronto tra anni successivi o luoghi differenzi si può fare a colpo d’occhio.Se tracciamo i due diagrammi ombrotermici, relativi al passato ed al presente, raccolti in Tab. 1, si evidenzia che mentre nel passato l’aridità risultava pressoché nulla, vedi Fig. 2, nel presente essa comprende un’area significativamente estesa, vedi Fig. 3, attribuibile ai mesi estivi.

Purtroppo il diagramma di Gaussen, per quanto molto efficace visivamente, non fornisce un dato quantitativo relativo all’entità della aridità, con valori numerici confrontabili tra i periodi considerati.Possiamo però stimare il minor apporto idrico nel periodo estivo (mesi di giugno + luglio + agosto), che dalla tabella iniziale risulta pari a -80,1 mm (161,3 – 81,2), cioè a – 49,6 % del totale di piogge dei tre mesi estivi, vedi Fig. 4.

Risulta così evidente che un dimezzamento dell’apporto idrico, per di più nel periodo con un maggiore aumento delle temperature, non può che significare un pericoloso aumento dell’aridità.Inoltre, anche i dati relativi all’andamento dei livelli idrici superficiali misurati alle aste idrometriche dei biotopi naturali di Punte Alberete, Valle Mandriole, ma soprattutto della Bassa del Bardello (vedi Monitoraggi ambientali in questo sito) mostrano un abbassamento che conferma quanto sopra rilevato.

Si può dunque ragionevolmente concludere che confrontando passato e presente, nei limiti temporali considerati, il mutamento climatico appare significativo anche a Ravenna, con un forte aumento della siccità e giustificate preoccupazioni per il suo crescente impatto sull’ambiente.Ma l’aspetto che più ci preoccupa è che un mutamento così profondo sia avvenuto in arco di tempo incredibilmente breve. Temiamo che questa tendenza non sia ancora giunta al termine e che quindi ci possiamo aspettare mutamenti ancora più marcati nei prossimi anni.Gli ambienti naturali, così come i sistemi agricoli, non riescono ad adattarsi a questi mutamenti in maniera così rapida.Vorremmo pertanto richiamare l’attenzione sulla necessità di prepararsi fin d’ora ed analizzare gli scenari possibili che si possono presentare, per essere pronti ad affrontarli in tempo e con efficacia.Questo è un compito che deve investire tutti, cittadini, associazioni ed istituzioni perché i metodi decisionali sin qui adottati non sono in grado di far fronte a questa emergenza in modo adeguatamente rapido.

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