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Monitoraggio 2

BIBLIOGRAFIA TECNICA

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Questo andamento è indicativo di progressivo inaridimento del clima: e l’utilizzo di grafici specifici per la misura dell’aridità (diagrammi ombrotermici di Bagnouls-Gaussen), conferma visivamente questa tendenza: in essi, lo spazio punteggiato, pressoché assente nel periodo 1961-2000, è invece ben visibile nel periodo 2001-2010 (all.1.5). Una stima quantitativa - percentuale - dell’area di aridità, da noi messa a punto, mostra una aridità praticamente quintuplicata passando dal 1990 al 2010 (all. 1.6): ciò spiega i crescenti problemi di scarsità d’acqua negli ultimi anni, scarsità di origine meteoclimatica, indipendentemente dalle eventuali disponibilità “esterne”.Se questo trend evolutivo climatico continuerà ci troveremo presto di fronte a problemi assai più gravi di quelli finora affrontati: necessariamente la futura gestione dovrà essere pronta fare i conti con la scarsa piovosità estiva, oltre che con la scarsa disponibilità di acque “esterne”.

2) Radiazione solare, temperatura, evapotraspirazione A complicare la situazione climatica abbiamo un altro andamento da considerare: nell’ultimo ventennio anche la radiazione solare è in aumento, con un andamento abbastanza significativo dal 1988 al 2010, ed essa ha provocato un aumento delle temperature altrettanto significativo (all. 2.2), che va ad aggravare la situazione della scarsa piovosità (confronto lunghi periodi, all. 2.3). L’uscita di acqua dal sistema “zona umida” per ragioni meteoclimatiche, riassumibile nell’evapotraspirazione, è direttamente proporzionale all’intensità della radiazione ed all’aumento della temperatura dell’aria secondo la stretta correlazione che riportiamo in all. 2.4., per cui anche la temperatura media dell’acqua superficiale delle zone umide (all. 2.5) si avvicina pericolosamente alla soglia massima di tolleranza per la vita ittica, con massimi che la possono superare (30°C ).

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DATIMETEOCLIMATICI